IL SIGNORE DELLA SVASTICA PDF

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Author:Durisar Moogugul
Country:Serbia
Language:English (Spanish)
Genre:Finance
Published (Last):26 November 2015
Pages:206
PDF File Size:14.11 Mb
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ISBN:290-2-64854-348-4
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Hitler scrisse la storia di Feric Jaggar, il signore della svastica, in una sorta di delirio allu- cinato. Chiuso nel suo appartamento come in un bunker assediato, non riceveva nessuno. Anche ai pochi intimi riu- sciva difficilissimo avvicinarlo e, d'altro canto, egli appariva nei discorsi e negli atteggiamenti tanto sconvolto da far pen- sare che la malattia che da tempo lo dominava si fosse defi- nitivamente impadronita del suo cervello.

L'oscuro emigrante tedesco costretto ad abbandonare la Germania nel in seguito al fallimento di un putsch di elementi di estrema destra rivive nel romanzo i suoi sogni di dominio del mondo. LELL A. COST A. DELL E. DELL A. TERR A. RAZZ A. A Monaco, subito. Qui apprese l'inglese conducendo, nel contempo, una vita assai grama. Vendeva quadri agli angoli delle strade del Village, allora paradiso dei bohemien, e ogni tanto rimediava una traduzione. A partire dal divenne collaboratore fisso di diverse.

Da quel momento ogni sua attivi-. Ai loro vestiti rozzi e logori erano rimasti appiccicati frammenti di cibo, avanzi del picnic quasi ininterrotto cui si erano dedicati durante le dodici ore di viaggio. Capelli biondi, pelle chiara, occhi azzurri e vivaci.

La muscolatura, la struttura ossea e. Feric Jaggar dimostrava di appartenere sotto tutti gli aspetti al genotipo dell'uomo puro. Questo lo aiutava a sopportare una vicinanza tanto. La vista. Feric rimetteva al loro posto mutanti e meticci, che per lo. Oggi, finalmente, si sarebbe lasciato alle spalle le gabbie di Borgravia e avrebbe affermato il proprio diritto naturale di uomo geneticamente puro e helder, con un albero genealogico immacolato che risaliva fino a dodici generazioni precedenti.

Inoltre molti bottegai avevano sistemato lungo la strada chioschi dove esponevano frutta andata a male, verdure marce e carne brulicante di mosche e ora decantavano a pieni polmoni queste fetide merci alle creature che percorrevano la via, che a loro volta partecipavano al chiasso con voci stridule e eccitate. L'odore di rancido, le grida rauche e l'atmosfera malsana ricordarono a Feric il grande mercato di Gor- mond, la capitale di Borgravia, dove il destino lo aveva relegato per tutti quegli anni.

Da bambino, gli avevano risparmiato il contatto con i dintorni del suo quartiere natale; in seguito, a prezzo di grandi dolori e non irrilevanti sacrifici economici, aveva sempre cercato di evitare per quanto possibile luoghi come questo. Ovviamente non gli fu mai possibile sfuggire del tutto la vista degli umanoidi che affollavano ogni angolo di Gormond e, qui a Pormi, il pool genetico non sembrava certo meno degradato di quello che predominava nella capitale borgraviana.

L'epidermide della plebaglia for- mava, qui come a Gormond, un assurdo mosaico di mutazioni ibride. Pelleblu, uominilucertola, arlecchini, facceinsanguinate erano il meno; se non altro simili creature appartenevano chiaramente alla loro specie. Molti bottegai, qui a Pormi, erano gobbi, coperti di peli neri e ispidi, molti con mutazioni epidermiche secondarie, incapaci di svolgere un lavoro pesante.

C'erano cinque bancarelle allineate lungo la strada, gestite rispettivamente da tre nani, un ibrido pelleblu- uomorospo e un uomolucertola. Tutti questi esemplari avevano l'espressione vacua e lo sguardo spento tipici dei mutanti prigionieri da lungo tempo di un dominogramma.

Le bancarelle esponevano carne, frutta e verdure in uno stato di decomposizione troppo avanzato perfino per le abitudini di Borgravia. Tuttavia, stuoli di meticci e mutanti si accalcavano intorno ai chioschi, afferravano le merci putrescenti e le pagavano a prezzi assurdi senza esitare un attimo. Un simile comportamento poteva essere spiegato solo con la presenza di un Dominatore nelle immediate vicinanze. Il suo primo impulso fu di fermarsi, stanare il Dom e rompergli il collo; ma, dopo aver riflettuto, decise che non valeva la pena di ritardare la fuga da quel pozzo nero che era Borgravia neppure di un attimo, soltanto per liberare mutanti inutili e spregevoli da un dominogramma.

Il viale non era ormai che un sentiero in un boschetto di. Con una certa. Non era certo un paesaggio gradevole, eppure.

Poco dopo, il sentiero piegava leggermente verso nord l'Ulm. Via via che avanzava lungo il sentiero, Feric giunse in vista del ponte sull'Ulm, un armonioso arco di pietre squadrate e acciaio inossidabile, evidentemente prodotto dell'artigianato superiore di Heldon. Alla fortezza di confine convergevano molti sentieri provenienti da tutte le direzioni e, fatto piuttosto strano, c'era una squallida accozzaglia di mutanti e meticci fuori.

Un uomolucertola era fermo dietro un tale le cui gambe avevano un pezzo di troppo. C'erano pelleblu e nani gobbi, un testad'uovo e ibridi di tutti i tipi; insomma, il campione tipico di cittadini borgraviani. Che cosa poteva illudere i poveri diavoli che sarebbe stato loro. Se entrambi i suoi genitori non avessero avuto i certificati, se il suo albero genealogico non fosse stato immacolato per ben dodici generazioni, se lui stesso non fosse stato concepito a Heldon, anche se poi.

Ma come mai questa gente tentava di superare la frontiera di Heldon? Il borgraviano davanti a lui era un bell'esemplare. L'analista genetico helder se ne sarebbe accorto all'istante, anche senza ricorrere agli strumenti del mestiere. Il trattato di Karmak aveva obbligato Heldon ad aprire le frontiere, ma soltanto.

Forse la risposta stava semplicemente. La coda intanto avanzava in fretta dentro la fortezza di. L'interno della fortezza era d'inconfondibile fattura helder. La grande anticamera era pavimentata di piastrelle rosso vivo, nero e bianco, quadri nelle stesse tinte abbellivano le pareti di quercia levigata, e tutto era illuminato da potenti luci elettriche. Come s'era lontani dagli arredamenti approssimativi e squallidi e dalle candele di sego degli edifici pubblici di Borgravia!

Bastava una qualunque guardia di frontiera per mandarli via senza ulteriori esami. Feric aveva sentito dire che un comportamento del genere era riscontrabile in quelle autentiche fogne genetiche che erano Cressida e Arbona, ma non aveva mai notato niente del genere a Borgravia, dove il livello genetico veniva continuamente arricchito da esuli helder che non erano riusciti a farsi riconoscere come Veriuomini.

Quando Feric ebbe raggiunto la testa della fila, la guardia gli si rivolse in tono piatto e un po' annoiato:. Era evidente che l'unico lasciapassare possibile per Heldon era un certificato di purezza genetica! Che cos'era allora quella terza categoria? C'era qualcosa nello svolgersi delle operazioni che Feric trovava profondamente sgradevole, una sensazione di disagio che aleggiava nell'aria, una l'iacea ed evidente carenza della tradizionale prontezza helder.

Un bancone in pietra nera, lucidissimo e abbellito da inserti d'acciaio, attraver- sava la stanza per tutta la lunghezza e separava la gente in coda da quattro ufficiali di frontiera. C'era proprio qualcosa che non andava in tutta quella faccenda. Il primo ufficiale era giovane, biondo, un Verouomo; inoltre, anche se mostrava una certa rilassatezza, la sua uniforme era di gran lunga la migliore di quelle che Feric aveva visto finora, stirata di fresco, e i bottoni non erano ossidati, anche se non proprio scintillanti.

Aveva davanti, sul bancone nero e lucido, una pila di schede, una penna, una carta assorbente, un pezzo di stoffa e un tampone. Infatti, anche se prima della guerra Heermak Jaggar era soltanto un sottufficiale del ministero di Karmak, ci doveva essere in patria chi onorava ancora il nome dei martiri di Karmak.

Come molti altri bravi helder, fu vittima dell'odioso trattato di Karmak. Ma che razza. Non avrebbe potuto spiegare dettagliatamente come sapeva che. Forse c'erano altri segnali che Feric percepiva a livello completamente subli- minale: un odore sospetto che giungeva solo ai recessi. Forse Feric, uomo vero isolato per molto tempo tra mutanti. Questo spiegava tutto. L'intera guarnigione doveva essere irretita, a vari livelli, dal dominogramma che questo scriba dall'aspetto insignificante aveva costruito lentamente e pazientemente.

Era mostruoso! Ma cosa si poteva fare? Come si potevano convincere degli uomini intrappolati nella rete di dominanza della presenza del loro padrone? Il medico gli porse un grosso pallone blu. L'analista tese a Feric una fiala di vetro. E tuttavia, c'erano dozzine di mutazioni dalla norma umana che non erano in alcun modo legate. Ma naturalmente lo scriba non dirigeva energie psichiche nella sua direzione. Il P-metro era formato da uno strumento per individuare i minimi cambiamenti bioelettrici causati dalle risposte psi- chiche e da un apparato autoscrivente per registrare il risultante profilo psichico.

I sostenitori dello strumento dichiaravano che, usato correttamente, era molto efficace nell'individuare i Dom. Sacrifi- cherei la mia stessa vita per un compagno o per un'a- mante. Tuttavia, quando veniva. Feric era stupefatto. Ma un quarto della feccia di Zind riuscirebbe a superare questa farsa!

Ma quando ormai la psiche del Dom stava per annullare. Per un attimo, parve che la stanza stesse per esplodere; poi i volti tornarono tranquilli, distesi, mentre il Dom agiva in propria difesa. Dom in ogni angolo. In ogni caso, stai bloccando la fila, Verouomo Jaggar. L'uomo che stava osservando la sua scheda era un tipo solido, duro e brusco, piuttosto avanti negli anni, con capelli grigio-ferro e una barbetta azzimata.

I nastri della divisa dimostravano che non si trattava di un soldato da tavolino, ma di un vecchio. Sicura- mente un vecchio soldato come te deve rendersi conto che. Ci fu un lampo vivido e straordinariamente rapido; poi la macchina prese a ronzare dolcemente. E tu hai capito che siete tutti in balia di un Dominatore? Per un attimo gli parve di essere riuscito a superare la barriera, a raggiungere la mente dell'altro.

Senza di esso non potrai sposarti. L'ufficiale prese il certificato e glielo porse. Puoi partecipare alla vita pubblica di Heldon, votare e presentarti candidato per ogni carica, arruolarti nell'esercito della Repubblica Superiore, entrare e uscire dalla patria liberamente.

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