BRESCIA ISEO EDOLO ORARI PDF

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Author:Mulkis Gardarn
Country:Somalia
Language:English (Spanish)
Genre:Business
Published (Last):13 March 2010
Pages:227
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ISBN:949-7-34435-506-5
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Negli anni venti il tratto fra le stazioni di Bornato e Iseo venne integrato nella Brescia-Iseo-Edolo ; il resto della linea fu soppresso nel ad eccezione della tratta Bornato-Rovato, mantenuta quale diramazione della citata linea. La SNFT gestiva inoltre la rete tranviaria provinciale di Cremona e l' amministrazione provinciale cremonese da tempo chiedeva la costruzione di una tranvia interurbana che collegasse Soncino a Soresina e al capoluogo. Il primo comune era punto di arrivo di ben tre linee tranviarie, quella per Bergamo , quella per Brescia e quella per Crema e Lodi , ed era privo di un collegamento su strada ferrata verso Cremona.

Soresina era importante stazione ferroviaria della ferrovia Treviglio-Cremona e anni prima fu oggetto dell'interesse di alcuni imprenditori camuni che intendevano costruire una linea verso Coccaglio , a quel tempo sulla Milano-Venezia , considerandola naturale prosecuzione della ferrovia camuna. La linea fu finanziata anche da un comitato sorto a Rovato nel che coinvolgeva diversi comuni del circondario clarense.

La linea fu inaugurata il 3 settembre ed aperta all'esercizio il giorno seguente [4] [5]. Non soddisfatta della domanda posta dalla provincia, la SNFT ne fece un'altra sempre sullo stesso tracciato. Gli stessi autori ipotizzano che la SNFT si convinse a puntare su una linea che avrebbe potuto fornire un buon rapporto tra ricavi e costi d'esercizio, data la breve lunghezza e la sua posizione fra la ferrovia Treviglio-Cremona delle FS e le tranvie gravitanti attorno a Soncino [7].

La Soncino-Soresina fu quindi aperta il 25 novembre [8]. L'esercizio della breve linea fu inizialmente affidato alla direzione di Cremona [7] ,con convogli trainati dalle locomotive del Gruppo 10, appositamente ordinate dalla SNFT alla OM e alla Borsig [10]. L'entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale vide intensificarsi il traffico sulla Iseo-Rovato, dovuto al trasporto di truppe verso il fronte dell'Adamello, ma nello stesso tempo costrinse la SNFT a fermare i lavori costruzione della Soresina-Sesto Cremonese-Cremona.

Nel , l'impresa ferroviaria decise di uscire dal ramo dei trasporti tranviari, per cui l'esercizio della Soncino - Soresina fu affidato alla Direzione di Iseo [11]. La linea fu aperta all'esercizio il 2 gennaio [2]. Su di essa circolarono le nuove locomotive gruppo 30, costruite anch'esse dalla OM [12].

La linea terminava presso la stazione di Cremona Porta Milano a poche centinaia di metri dalla stazione FS. La guerra aveva bloccato l'iter procedurale della domanda di concessione della parte centrale della linea, quella tra Rovato e Soncino. Nel fu presentato il progetto definitivo e i lavori furono avviati susseguentemente: terminarono due anni dopo con sette mesi d'anticipo. Il 22 agosto avvenne l'apertura al traffico, mentre l'inaugurazione ufficiale si svolse il 28 ottobre per il decimo anniversario della marcia su Roma [2] [16].

Alla linea furono assegnate le nuove locomotive del gruppo 40, di costruzione OM [10]. La SNFT fu costretta quindi a contenere le corse e a classificare tutti i convogli come "misti", abbandonando la distinzione fra merci e passeggeri [17]. Il conflitto bellico ebbe tuttavia un risvolto positivo: a seguito dell'occupazione tedesca, nel , fu assunta la decisione di riaprire il raccordo tra Cremona Porta Milano e Cremona FS. Al ripristino dell'esercizio da parte delle FS, queste ultime decisero di richiudere il collegamento [2].

Fino al , anno in cui fu riaperto il ponte sull'Oglio, le corse della relazione Cremona-Iseo-Edolo terminarono presso le stazioni di Soncino e di Orzinuovi, mentre un autoservizio tra i due scali garantiva le coincidenze all'utenza. Per l'impresa ferroviaria ci fu anche il problema dell'isolamento del tronco a meridione di Soncino rispetto alle Officine di Iseo e fu costretta ad impiegare la rete FS per il trasferimento del proprio materiale rotabile [17].

Nel luglio il ponte fu riaperto e in occasione della sua inaugurazione fu introdotta la trazione Diesel sulla linea sociale. Due anni dopo , a seguito della Legge 2 agosto , n. Nonostante la riapertura del ponte sull'Oglio, il traffico merci sul tronco in questione era del resto rimasto assente [21]. Il 14 luglio , dopo una campagna da parte della stampa locale, le FS riaprirono il raccordo fra le due stazioni cremonesi, stavolta anche al servizio passeggeri [2] [22]. Il 2 gennaio fu soppresso il traffico sul tratto Rovato-Soresina sostituito da autocorse espletate dalla stessa SNFT.

Il servizio sul tronco restante fu mantenuto fino al 31 marzo, per concedere il tempo alla provincia cremonese di sistemare le strade [24]. Il materiale rotabile fu trasferito nel deposito di Iseo, mentre le rotaie e le traversine recuperate vennero reimpiegate sulla Brescia-Iseo-Edolo e sul tronco sopravvissuto, tra Bornato e Rovato [22].

Dal , rimasero le corse passeggeri sulla relazione Iseo - Rovato Borgo , impiegando principalmente le automotrici del gruppo An Ad esse si aggiunsero alcune relazioni merci per l'inoltro dei carri alla stazione di Rovato FS [22].

Lo stesso fu riattivato negli anni settanta a seguito dell' austerity , per poi essere nuovamente sospeso nel [25].

Analoghi servizi stagionali erano stati introdotti l'anno prima sulla relazione Cremona-Edolo sfruttando la linea FS Cremona-Brescia [26]. Con un altro accordo, stavolta con l'amministrazione regionale lombarda e con la provincia di Brescia, LeNord decise di riaprire la breve linea al servizio passeggeri a partire dal 13 giugno [28]. Per questo motivo gli stili dei fabbricato viaggiatori di stazioni e fermate si ripresentano nelle medesime forme [31]. Tutti gli altri impianti della linea sono delle fermate, con il modesto edificio a tre aperture e vano scala.

Entrambe le stazioni erano dotate di scalo merci, il cui magazzino aveva un tetto a due falde [32]. Gli scali merci erano tutti dotati di piano caricatore e di magazzino con tetto a due falde. Le stazioni di Soncino, Soresina e Cremona Porta Milano, a causa del ruolo svolto in tempi diversi di scali terminali, erano tutte dotate di rimessa locomotive , di piattaforma girevole e di rifornitore.

La linea ferroviaria scavalcava numerose lungo il suo percorso rogge e canali irrigui tramite ponti in muratura , protetti da righiere in ferro battuto. L'Oglio era attraversato in un punto tra Soncino e Orzinuovi dove il fiume originariamente si divideva in due rami. Il progetto iniziale, risalente alla prima guerra mondiale, prevedeva di scavalcare il corso d'acqua con due opere d'arte distinte.

Distrutto nel dai bombardamenti delle forze alleate, il manufatto fu ricostruito con le caratteristiche tecniche originarie e fu riaperto all'esercizio nel Per ognuna di esse fu costruito un sottopasso, a forma di arco. In seguito alla chiusura della linea tutte e tre le opere sono state reimpiegate come sottopassi stradali. Lasciato il capolinea, la linea proseguiva sul lato destro dell'allora Strada statale Codognese dalla quale era separata da una barriera formata da paracarri e spezzoni di rotaia.

La fermata a servizio del paese, denominata Cava Tigozzi-Spinadesco per distinguerla dalla corrispondente sulla Pavia-Cremona , si trovava all'esterno del paese, in direzione di Acquanegra. All'incrocio con la provinciale per Sesto Cremonese , la ferrovia piegava a destra, sottopassando la Pavia-Cremona con un'opera d'arte a fianco della corrispondente stradale. All'ingresso di Sesto la linea si allontanava dalla provinciale per poi attraversarla a raso poco prima di giungere presso la stazione ferroviaria , ubicata presso via Sacchi.

Dopo Farfengo la linea proseguiva in sede propria fino ad Annicco , dotata di stazione, per poi sottopassare la Treviglio-Cremona e, dopo una curva, giungere a Soresina. Circa di metri di binario all'ingresso in stazione erano in comune con il tronco proveniente da Soncino. La stazione soresinese era infatti uno scalo di testa e le locomotive a vapore provenienti da una direzione dovevano essere girate per poter proseguire nell'altra. L'impianto era dotato di rimessa e magazzino merci ed era raccordato alla vicina stazione FS , alla cooperativa Concimi e al Consorzio Agrario.

La fermata era costituita da una banchina e da una garitta, quest'ultima eliminata negli ultimi anni d'esercizio. Da questo punto si originava il tratto detto "dei tredici ponti", dato che in metri venivano solcati tredici rogge e canali. Aggirata Genivolta ad occidente, la linea giungeva presso la stazione a servizio di questo abitato per poi nuovamente attraversare a raso la provinciale e affiancarla in sede riservata fino alla stazione di Soncino.

Quando la stazione ferroviaria divenne passante con l'apertura del tronco verso Rovato si mantenne il raccordo con la suprestite tranvia bresciana. In uscita dalla stazione soncinese la ferrovia effettuava una curva verso destra, attraversava a livello la provinciale per Bergamo , impegnava un tratto a trincea per poi scavalcare l'Oglio con un ponte a sei arcate. Passava quindi a nord di Orzinuovi , paese servito da una stazione, per poi affiancare la statale , la quale a quel tempo era solcata dalla citata tranvia per Brescia.

Giunta alla stazione di Orzivecchi , la linea tornava in sede propria, con un percorso parallelo alla statale, e proseguiva lungo la campagna della bassa bresciana per passare a settentrione di Pompiano , comune servito da una fermata. Nei pressi di Corzano , la linea effettuava una curva a largo raggio verso sinistra in mezzo alla quale si trovava la fermata a servizio di questo comune. Proseguendo verso settentrione, giungeva presso la stazione di Trenzano - Cossirano , posta in mezzo ai due abitati, e quindi presso la stazione di Castrezzato.

Entrata nel territorio comunale di Rovato , affiancava a oriente l'abitato della frazione di San Giuseppe e a settentrione quello di Sant'Anna.

In mezzo alle due frazioni, presso uno dei pochi caselli ferroviari del tronco Rovato-Soncino, fu posta la fermata di San Giuseppe-Duomo.

Dopo aver percorso un tratto rettilineo, la ferrovia percorreva un breve tratto in trincea per sottopassare la Milano-Venezia. La stazione di Rovato Borgo era dotata di due fasci di binari: quello originario, di testa, e quello aperto nel , passante. Dopo una lunga curva, la linea giunge a Cazzago San Martino, servita dall' omonima fermata , e s'immette nella valle di Calino all'interno della quale si trova la stazione di Bornato-Calino.

Originariamente da qui si diramava il raccordo per la stazione di Paderno , congiungendo la Rovato-Iseo con il vecchio tracciato della Brescia-Iseo attivo fino al Da Bornato, la ferrovia prosegue lungo la valle calinese affiancando ad occidente Bettolino di Monterotondo e ad oriente Borgonato , a sua volta servito da una fermata , quindi giunge presso le Torbiere del Sebino dove si trova un'altra fermata, a servizio degli abitati di Provaglio d'Iseo e di Timoline. Dopo quest'impianto, la linea scavalcava la vecchia ferrovia Brescia-Iseo, passante per Monterondo di Passirano , per giungere presso la stazione di Iseo , sede della direzione d'esercizio della SNFT e del deposito del materiale rotabile.

Da qui i binari proseguono per Edolo e la Valle Camonica [36]. Nel suo periodo d'oro la linea era servita nei giorni feriali da due coppie sulla relazione Iseo - Cremona Porta Milano , da una coppia sulla Iseo- Soncino e da due coppie sulla Soncino-Cremona Porta Milano. Nei giorni festivi erano presenti solo due coppie Iseo-Cremona di cui una diretta , ovvero che fermava solo presso alcuni scali.

Dopo i danneggiamenti alle infrastrutture e agli armamenti provocati dai bombardamenti e dopo la distruzione del ponte sull'Oglio, il servizio fu sospeso, per poi essere ripristinato nel con tre coppie di corse di tipo misto Soncino-Cremona Porta Milano, due coppie di treni misti sulla Iseo-Orzinuovi e due treni misti, solo feriali, sulla Iseo-Rovato [17]. Tutte le corse furono espletate da automotrici An 64 o da An 60 negli orari di punta, mentre in quelle di morbida si utilizzarono le AnDu 28, adatte anche al trasporto di collettame [16] [18] [37].

Dopo il sulla Iseo-Rovato rimasero tre coppie passeggeri e due merci, tutte svolte dalle An Nel le corse passeggeri si ridussero ad una coppia, espletata in orari scolastici, che fu mantenuta con la riapertura del servizio passeggeri a seguito dell' austerity. Di converso il servizio merci si mantenne regolare fino ai primi anni duemila [22] [25].

La linea rimane tuttavia percorsa occasionalmente da treni turistici come l'"Iseo Express", svolti da Fondazione FS [40]. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Relazione, URL consultato il 23 maggio URL consultato il 4 dicembre Altri progetti Wikimedia Commons.

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Vedi le condizioni d'uso per i dettagli. Iseo vecchia. Autostrada A4 - Strada europea E

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Ferrovia Cremona-Iseo

Like them, it is a long and narrow lake winding north-south and sheltered by mountains. It's a more manageable size, however, and a great destination for travellers who have already visited and appreciated the principal Italian lakes, or simply for holiday-makers who prefer exploring off the beaten track. Although it's not unknown, you will find fewer of your compatriots holidaying here. Since there is an inhabited island in the lake, there are passenger ferries operating all-year-round although the longer non-essential routes are cut from schedules in winter.

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Trains from Brescia to Iseo

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